TAV: per saperne di più

Antonio Scanziani Champ

PREMESSA

Nel programma per le Primarie del 2012 Matteo Renzi proponeva che gli investimenti pubblici venissero "valutati uno per uno, sulla base di un piano economico vero" e di "rivedere il piano delle infrastrutture chiedendo che una commissione internazionale di esperti fornisca un parere indipendente su costi, rischi, vantaggi e benefici di proposte alternative".

(http://www.lavoce.info/renzi-trasporti-tav/)

Nel maggio 2013, intervenendo al Salone del libro di Torino, affermava di "non credere a quei movimenti di protesta che considerano dannose iniziative come la Torino - Lione. Per me è quasi peggio: non sono dannose, sono inutili. Sono soldi impiegati male". Giudizio che 1<:> accomuna alla stra grande maggioranza di coloro che hanno guardato ai numeri del problema e lo differenzia dalla quasi totalità dei decisori politici a livello nazionale e locale che hanno mostrato un'adesione quasi
fideistica al mito delle
"grandi opere".

Il presidente del Consiglio ha ora la possibilità di tradurre in atti concreti le sue passate prese di posizione, in particolare nell'ambito della spending review. Fino a oggi il suo auspicio di una valutazione economica comparativa dei maggiori progetti infrastrutturali non si è tradotto in realtà e l'interminabile elenco delle opere strategiche della Legge obiettivo del lontano 2001 è stato tramandato, con poche varianti, da un esecutivo all'altro senza che vi sia stato un reale sforzo di individuare i progetti che meritano di essere realizzati. Molti rientrano in quelli che il "rapporto Giarda" del 2011 classificava come "sprechi di tipo 7", ossia la progettazione di opere di dimensione eccessiva rispetto alla capacità realisticamente sfruttabile. Tale condizione sussisteva già nel passato, ma si è rafforzata negli ultimi anni a seguito della rilevante riduzione dei flussi di traffico determinata dalla recessione economica.

 

 

Introduzione

Inizio cedendo simbolicamente la parola a Papa Benedetto XVI: "Lettera enciclica Caritas in Veritate":

" . .. Non possiamo usare e abusare del mondo e della materia come di semplice materiale del nostro fare e volere; dobbiamo considerare la creazione come un dono affidatoci non per la distruzione, ma perché diventi il giardino di Dio e così un giardino dell'uomo .... "

" ... La creazione buona di Dio, nel corso della storia degli uomini, è stata ricoperta con uno strato massiccio di sporco che rende, se non impossibile, comunque difficile riconoscere in essa il riflesso del Creatore. . .. "

" ... È auspicabile che la comunità internazionale e i singoli governi sappiano contrastare in maniera efficace le modalità d'utilizzo dell'ambiente che risultino ad esso dannose .... "

"     Questa responsabilità è globale. perché non concerne solo l'energia, ma tutto il creato. che non dobbiamo lasciare alle nuove generazioni depauperato delle sue risorse .... "

" ... La Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l'acqua e l'aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere soprattutto l'uomo contro la distruzione di se stesso .... "

Mi rendo conto che Benedetto XVI non è un Papa "popolare" e che si fa del tutto perché il suo pontificato sia messo nel dimenticatoio. Sono un vecchio controcorrente. A me le parole e le Encicliche di Papa Benedetto sono rimaste nella mente e nel cuore. Mi ricordo ancora il suo discorso al Parlamento tedesco, tre anni fa, il 23 settembre del 2011. Parole roventi come il fuoco:

" .. La politica deve essere un impegno per la giustizia e creare così le condizioni di fondo per la pace. Naturalmente un politico cercherà il successo che di per gli apre la possibilità dell'azione politica effettiva. Ma il successo è subordinato al criterio della giustizia, alla volontà di attuare il diritto e all'intelligenza del diritto. Il successo può essere anche una seduzione e così può aprire la strada alla contraffazione del diritto, alla distruzione della giustizia. "Togli il diritto - e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?" ha sentenziato una volta sant'Agostino. "

Purtroppo il TA V rappresenta le negatività che ha sottolineato il Papa Benedetto XVI:

la distruzione dell'ambiente dal punto di vista del paesaggio, ma anche da quello economico; il disprezzo delle leggi italiane e internazionali; lo spreco di denaro pubblico per un'opera inutile che porterà al collasso le Ferrovie e che ha significato, sino a ieri, molti miliardi di Euro che pesano sul deficit del bilancio pubblico.

I risultati che si vogliono ottenere con il. TA Ve cioè l'abbreviazione dei tempi di percorrenza dei treni sulle lunghe tratte possono essere raggiunti usufruendo di una italianissima invenzione il Pendolino, treno che ha il vantaggio di viaggiare sui tracciati esistenti. Senza spendere miliardi di Euro del denaro pubblico, senza alimentare la corruzione, senza mettere in crisi settori come il turismo e l'agroalimentare (enogastronomia) come accade in Lombardia e nel Veneto. Il Pendolino, il cui brevetto è stato svenduto dall'Italia alla Francia, è diventato oggi il convoglio ferroviario più venduto al mondo con oltre 400 ordinazioni.

 

Per saperne di più

Forse una precisazione potrebbe sembrare necessaria. TAV è una sigla. oggi si usa definirlo un "acronimo", penso sia per sembrare più colti, ma il significato è lo stesso: "un nome costituito dalla lettera iniziale di più parole". Il termine completo sarebbe Treno Alta Velocità. Trattandosi appunto di un "treno" (sostantivo maschile) correttamente si dovrebbe dire "il" TA V. Invece i più, quando parlano di questo treno, lo definiscono "la" TAV. Come una specie di "nemesi" già dalla sigla sorge una confusione: TAV maschile o femminile? Il dubbio continua, subito dopo:

"Utile o inutile",

Ricordo che nel maggio 2013, intervenendo al Salone del libro di Torino, non ancora Presidente del Consiglio, Matteo Renzi affermava testualmente: "di non credere a quei movimenti di protesta che considerano dannose iniziative come la Torino - Lione. Per me è quasi peggio: non sono dannose. sono inutili. Sono soldi impiegati male". (http://www.lavoce.info/renzi-trasporti-tav/)

Per la verità TA V non designa soltanto un treno, ma un sistema ferroviario ad Alta Velocità che necessità di impianti dedicati, sia per i tracciati (binari) sia per l'alimentazione elettrica che differisce sostanzialmente da quella "standard" usata per i treni tradizionali.

Questa confusione non si limita a questa definizione, vi è chi è visceralmente contrario a questo tipo di treno e vi si oppone cin tutte le forze possibili e chi invece è favorevole perché considera TAV un sistema modernissimo foriero di sviluppo economico per tutta l'Italia. In sostanza la tesi sarebbe: Realizzare TAV = uguale progresso e sviluppo - Rinunciare a TAV = regresso e stagnazione.

La storia dell' Alta Velocità in Italia è una storia complicata in cui la trama delle vicende politico-istituzionali, legate all'assetto contrattuale e finanziario, si confonde con quelle giudiziarie.

In genere gli oppositori vengono identificati con il "movimento" dei "NO TA V". Per la verità non è così, perché fin dal nascere del progetto, vi si opposero tecnici, economisti e politici. Risale al l0 febbraio 1993 una lettera "premonitrice" del socialista Luigi Preti (1914 - 2009) al democristiano Beniamino Andreatta (1928 - 2007) nella quale esamina tutte le ragioni economiche e tecniche contrarie al TAV e preannuncia la presentazione alla Procura della Repubblica di Roma di una denuncia contro l'amministratore delegato della Ferrovie Lorenzo Necci. L'A.D. delle ferrovie fu incriminato e un processo si tenne a Perugia. Si chiuse nel 2011 (dopo 18 anni) e, per decorrenza dei termini, non vi furono condanne. Lorenzo Necci (1939 - 2006) nel frattempo era morto investito e ucciso mentre andava in bicicletta. Per chi non se lo ricordasse Luigi Preti è stato uno dei "padri" della Repubblica. Il testo della lettera lo si trova sul WEB:

Riflessioni_TAV.pdf

Nel 2008 i magistrati della Corte dei Conti Aldo Carosi e Fabio Viola emettono un giudizio assolutamente negativo sul TA Ve sul modo di procedere delle Ferrovie di Stato e di Trenitalia. Il testo completo. http://www.corteconti.it/opencms/opencms/handle404?exporturi=/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_centrale_controllo_amm_stato/2008/delibera_25_2008_g_relazione.pdf&%5d]Relazione

Ecco alcuni punti di rilievo della relazione dei magistrati contabili:

... Le recenti vicende di FF.SS. e di Alitalia evidenziano la necessità di penali e meccanismi di rimozione più efficaci nei confronti di coloro che assumono decisioni pesanti in termini economico-

finanziari e ne lasciano l'intera responsabilità alle società amministrate e all'Erario, costretto a intervenire per ripristinare gli equilibri economico-finanziari e la continuità dei servizi pubblici.

... Sotto questo profilo, ben può dirsi che l'intero meccanismo economico-giuridico studiato e realizzato non rispondesse ai canoni di ragionevolezza ed economicità richiamati dalla norma (art. 75, comma 1, legge 289/2002)

· .. Il giudizio negativo della Corte riguarda quindi non la ipotesi astratta di patrimoni separati e dedicati alla finanza di progetto, ma la formula in concreto adottata che non poteva non condurre al fallimento finale, acclarato dalla disposizione della legge finanziaria 2007.

· .. provano non solo la inattendibilità ab origine della quantificazione dei flussi di entrata presi a riferimento dall'ipotesi di finanza di progetto, ma anche una rilevante sottostima dei costi dell'opera, elemento questo di particolare gravità in una formula contrattuale di tal genere, ove alle incognite dei mercati finanziari dovrebbe almeno far riscontro la certezza dei costi .

... Dal punto di vista della informazione contabile che dovrebbe s-upportare non solo il livello amministrativo, ma anche quello politico, l'assenza di riscontri oggettivi su determinate tipologie di operazioni, implica una concezione fideistica della gestione del debito che non si ritiene di poter condividere.

· .. Quel che è più grave, queste operazioni pregiudicano l'equità intergenerazionale. caricando in modo sproporzionato su generazioni future (si arriva in alcuni casi al 2060) ipotetici vantaggi goduti da quelle attuali. Sotto questo profilo la vicenda in esame è considerata dalla Corte paradigmatica delle patologiche tendenze - della finanza pubblica - a scaricare sulle generazioni future oneri relativi ad investimenti, la cui eventuale utilità è beneficiata soltanto da chi li pone in essere, accrescendo il debito pubblico, in contrasto con i canoni comunitari .

... L'analisi della Corte ha messo in evidenza come, nel primo caso, sia stata posta in essere una sorta di cosmesi contabile al bilancio FF.SS., accollando all'Erario una consistente tranche del debito della holding, al fine di migliorarne indirettamente il conto economico.

... Questo mancato collegamento impedisce chiarezza e trasparenza, sugli effetti delle gestioni manageriali delle holding pubbliche, caratterizzate da ricorrenti deficit e da operazioni ''pulizia'' ciclicamente sopportate dall'Erario. Elementi di forte rischio emergono dai rapporti negoziati attivi e soprattutto passivi ereditati dallo Stato: complesse clausole finanziarie penalizzano spesso la parte pubblica, la quale, anche a causa della insufficienza di un'azione conoscitiva di supporto, tende ad eseguire pedissequamente gli articolati contrattuali, senza valutare l'opportunità di azionare opzioni
in essi contenute.

A conferma di quanto sottolineato dalla Corte dei Conti, nel 2014 l'Istituto Bruno Leoni di Torino, presieduto dal professor Franco Debenedetti, ha pubblicato uno studio "L'alta velocità della spesa ferroviaria" svolto dai docenti universitari della Statale di Milano Bicocca Ugo Arrigo e Giacomo di Foggia dell'Istituto Bruno Leoni di Torino (www.brunoleoni.it). Dall'indagine risulta che dal 1992 ad oggi, la gestione delle FS e di Trenitalia (TAV compreso
n.d.r.) incide ormai per circa l0 miliardi di Euro sul deficit annuale dello Stato, appunto i 240 miliardi citati. A questa già ingente spesa che accresce il deficit del bilancio nazionale, vanno aggiunti gli interes
si passivi, tutti a carico dello stato, pagati in questi vent'anni,

Si potrebbe obiettare che sì tratta di investimenti indispensabili per modernizzare le ferrovie italiane e che poi la gestione dei TAV sarà in attivo e potrà rimborsare i debiti allo Stato. A parte la previsione all'armante di Luigi Preti che nella sua lettera scrive testualmente: " ... alla fine, una volta realizzata l'Alta Velocità, poiché questa non sarebbe sicuramente attiva, come tutte le ferrovie del mondo, il capitale dovrà essere rimborsato dal povero Stato". Giudizio purtroppo premonitore e confermato dalla realtà, sottolineata da Paolo Beria e Raffaele Grimaldi, ricercatori del DiAP (Dipartimento di Architettura e Pianificazione) del Politecnico di Milano in uno studio sulla redditività delle linee TAV.

https://www.academia.edu/1318340/An_Early_Evaluation_of_Italian_High_Speed_Rail_Projects

 

Ecco le conclusioni: …"Negli ultimi 15 anni, infatti, lo Stato italiano si è accollato una spesa altissima per la costruzione di circa mille chilometri di linee ad Alta velocità, e molte altre sene progettate, tra cui la contestatissima Torino - Lione. Ma spesso i dati (soprattutto quelli sulla domanda di servizio) su cui si sono basate le previsioni sono molto scarsi. A fornirli è solo Trenitalia, che però li divulga con grande cautela ... Tuttavia, una maggiore trasparenza dal lato pubblico sui dati di base e gli esiti di una delle maggiori opere pubbliche realizzate negli ultimi decenni, sarebbe vantaggiosa per il dibattito pubblico in particolare per la pianificazioni di linee nuove. Per fare un paragone,i dati completi per le rotte aeree passeggeri e le frequenze sono disponibili al pubblico, nonostante l'alto livello di competizione presente nel settore aereo». " ...

« I dati disponibili specifici sulle linee ad Alta velocità sono di due tipi: l'orario e alcuni comunicati stampa con dati estremamente aggregati. Ferrovie dello Stato dichiara che circa 20 milioni di biglietti sono stati venduti nel 2010 per servizi ad Alta Velocità, tutti sui treni Frecciarossa e Frecciargento (?). Non sono disponibili dati sulla distanza media dei viaggi. Inoltre alcuni quotidiani nazionali hanno riferito che 3 milioni di passeggeri hanno viaggiato sulla linea Milan() - Roma (Italia Oggi, 2010), che però non includono i viaggi che terminano nelle fermate intermedie di Bologna e Firenze.

Un recente documento (Cascetta et aliis, 2011) fornisce dati molto disaggregati sul collegamento Roma - Napoli, riportando 1,4 milioni di passeggeri. Tali dati tuttavia si riferiscono al 2007. L'Alta velocità ha preso servizio nel 2006, ma le infrastrutture non sono state completate con la penetrazione urbana fino al 2009, così il tempo guadagnato era limitato (1 h 27 min contro 1 h 10 oggi). Oggi i viaggiatori dovrebbero dunque essere aumentati. Infine, altre stime non ufficiali riportano un traffico di 1,5 milioni di viaggiatori sulla linea Torino - Milano, dei quali 1 milione di passeggeri verso Milano e 0,5 milioni che continuano verso altre destinazioni più a Sud. Ulteriori dati sul traffico sono disponibili sul bilancio di Trenitalia, ma non si riferiscono solo alle linee ad Alta velocità, ma comprendono i dati dell'intero settore della lunga distanza».Beria e Grimaldi abbozzano un primo commento: "Le linee in funzione, da Torino alla Napoli - Salerno, sono il cuore del traffico a lunga distanza italiano, perché collegano le più importanti aree urbane (ad eccezione della linea Ovest-Est da Torino a Venezia). Inoltre, le distanze sono quelle indicate come le più adatte ai treni ad Alta velocità. Tuttavia, solo la sezione centrale della linea, da Milano a Roma, ha una domanda significativa. Le due sezioni marginali, che collegano le grandi città di Torino e Napoli con la linea principale (ma anche Verona, seppure non a 300 km/h) hanno molti meno viaggiatori e treni rispetto alla capacità della linea. Cerchiamo di suggerire possibili spiegazioni per tali risultati deludenti: La linea Torino - Milano ha linee intermedie significative tra l'origine e la destinazione (per esempio la Vercelli - Milano, la Novara - Torino, ecc), che non possono essere servite dai treni ad alta velocità,' ma che avrebbero avuto benefici dal servizio di inter-city più veloci. Probabilmente se la linea fosse stata costruita con standard inferiori (simili a quelli della Firenze - Roma pre Alta velocità), il saldo sarebbe stato molto più positivo, con prestazioni leggermente inferiori per il diretto Milano - Torino, ma espressivi benefici per altre destinazioni lungo la linea. La tratta Roma - Napoli probabilmente soffre del fatto che le due grandi aree metropolitane causano un tempo molto lungo per arrivare alle rispettive stazioni centrali, così che una connessione veloce tra i centri urbani solo marginalmente porta benefici alle connessioni con le grandi aree periferiche. Le conclusioni dei due ricercatori sono impietose per Trenitalia e TAV: " ... per' quanto riguarda la linea Torino - Milano per raggiungere il pareggio di bilancio avrebbe bisogno di 14 milioni di passeggeri annui, mentre oggi sono al massimo 1,5 milioni. Per quanto riguarda la Roma - Napoli. oggi conta 3 milioni. di passeggeri. mentre per raggiungere il pareggio ne servirebbero 8 milioni. La valutazione socio-economica, anche se la domanda risulta essere piuttosto alta (vicina alle maggiori linee ad Alta velocità europee) e ibenefici riguardano il risparmio di tempo, il risultato socio-economico non è soddisfacente. In tutti i settori, eccetto la tratta Milano - Bologna, la domanda non supera la metà di quella necessaria per giustificare il costo pubblico. La principale indicazione. specialmente per la sezione centrale, è sul lato dei costi: se la linea rispettasse i costi previsti. e non lievitasse al doppio o ancora di più. o se i  costi fossero in linea con quelli europei, l'intera linea da Milano a Roma sarebbe stata positiva".

La situazione di grave crisi dell'iniziativa di Montezemolo, alleatosi con le ferrovie francesi è la conferma delle previsioni di Luigi Preti. Da sottolineare che il progetto Italo, è in difficoltà, senza nemmeno dover affrontare gli oneri della costruzione delle linee (Torino Milano e Milano Roma) che sono a carico delle Ferrovie di Stato. E' quindi la gestione dell' Alta Velocità che risulta deficitaria come è messo in risalto dal giornalista Marc Fressoz in un libro francese il cui titolo è tutto un programma: "T.G. V. Faillite à grand vitesse - 30 ans de TGV" Edizioni "Cherehe midi" - Parigi ["TGV" ("Train à Grande Vitesse" il nostro TAV) tramutato in "F.G.V." ossia "Fallimento a Grande Velocità"] svela tutte le negatività dell'impresa francese.

Ma vi è di più e questa lettura potrebbe far nascere molti sospetti; "In Francia l'alta velocità costa un quarto rispetto all'Italia" è il titolo dell' articolo di Andrea Malan pubblicato sul quotidiano "24 Ore", disponibile sul WEB:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Speciali/2007/tav/speciale-tav-finanziamenti-malan.shtml

Una simile differenza potrebbe suscitare, naturalmente soltanto negli animi dei maligni, forti dubbi e forti sospetti.

A questo proposito citerò la seconda carica istituzionale della Repubblica Italiana. Venerdì 30 Maggio 2014 il presidente Grasso dichiara: "Corruzione, procedere con convinzione e senza mediazioni al ribasso" e continua: "Oggi sono stato all'Assemblea di Banca d'Italia. Mi hanno colpito - afferma nel suo spazio su Facebook . queste parole del Governatore Visco: 'L'elenco delle aree in cui sono necessari interventi è lungo; tra i più urgenti vi sono quelli che riguardano la tutela della legalità e l'efficienza della pubblica amministrazione. Corruzione, criminalità, evasione fiscale, oltre a minare alla radice la convivenza civile, distorcono il comportamento degli attori economici i prezzi di mercato, riducono l'efficacia dell'azione pubblica, inaspriscono il livello della tassazione per coloro che adempiono ai propri doveri, comprimono gli investimenti produttivi e la generazione di nuove occasioni di lavoro. Il buon funzionamento della pubblica amministrazione migliora l'operare dei mercati e la concorrenza, riduce i costi delle imprese, si riflette favorevolmente sulla qualità e sul costo dei servizi pubblici e, per questa via, sul carico fiscale.

Prima di proseguire va segnalato l'articolo "Aziende, Appalti e Subappalti di Expo 2015" di Sara Manisera e Valerio Berra che hanno fatto un lavoro utile pubblicando un elenco delle aziende titolari di appalti e subappalti di Expo 2015. Cliccando sulle voci delle singole aziende si aprirà una scheda di descrizione. Ad ogni impresa è stato assegnato un colore secondo i propri precedenti giudiziari, dal verde al rosso secondo la gravità dei fatti. La situazione riportata nella tabella e negli articoli ad essa legata è da intendersi aggiornata al 9 ottobre 2013.

http://www.stampoantimafioso.it/2013/10/09/aziende-appalti-subappalti-expo/

Proseguendo sul WEB alla ricerca di notizie che riguardano gli appalti TA V ci si imbatte su http://www.cepavdue.it/home/consorzio.html

 

 

 

Qui si legge che "Cepav Due", nella qualità di Generai Contractor, si occupa della realizzazione della Linea Ferroviaria ad Alta Velocità 1 Alta Capacità Milano - Verona" e che "il consorzio Cepav Due è attualmente costituito dalle seguenti società: 52% Saipem SpA (Gruppo ENI), 24% Impresa Pizzarotti & C. SpA di Parma, 12% Società Italiana per Condotte d'Acqua SpA di Roma, 12% Impresa di Costruzioni Giuseppe Maltauro SpA di Vicenza".

Quest'ultima azienda (Maltauro S.p.A.) coinvolta nelle indagini sugli appalti EXPO le notizie più interessanti si possono trarre da questo sito:

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/07/17/news/quanti-affari-tra-mafia-ed-expo-1.173539

 

Se si prosegue dal Fatto Quotidiano (14,5,2014) si apprende sotto il titolo: "Expo 2015, interrogato Maltauro - alla cupola degli appalti 1,2 milioni" si legge "Nove ore di domande e risposte e poi il verbale del costruttore veneto che ha confermato pienamente il sistema delle tangenti: "C'era un sistema e io mi adeguavo''.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/14/expo-2015-interrogato-maltauro-confermata-la-cupola-verbale-secretato/985878/

Per la "Società Italiana Condotte d'Acqua S.p.A." si legge in data 17 Luglio 2014 sul quotidiano Repubblica informa" ... che Condotte sia una società a cui nel 2008 è stato negato il certificato antimafia, e che torna negli anni a trovarsi coinvolta in numerose indagini per collusioni con famiglie mafiose   ", L'articolo completo si trova:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/07/10/cantieri-tav-a-condotte-a-settembre-si-riparte-con-la-stazione-fosterFirenze02.html

Sulla Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. le notizie sono pubblicate sul sito:

http://www.casadellalegalita.info/emila-e-centro/emilia-romagna/dossier-su-grandi-e-piccole-opere-ecco-pizzarotti.html

Per quanto riguarda la società SAIPEM del gruppo ENI ecco come titolo "Il Corriere della

                                                                                                                                              Sera" nel suo articolo "Tangenti Eni per il petrolio in Nigeria, indagato l'amministratore Descalzi" in data 11 Settembre 2014 informa su "Accuse anche a Scaroni e Bisignani. Londra sequestra 190 milioni ai mediatori africani Fissata per lunedì l'udienza sui soldi bloccati aperta a chi vanta diritti sui fondi." Il testo completo si può trovare in:

http://www.corriere.it/cronache/14_settembre_11/tangenti-eni-il-petrolio-nigeria-indagato-l-amministratore-descalzi-38df645a-396e-11e4-99d9-a50cd0173d5f.shtml

D'altra parte Enrico Mattei, presidente dell'ENI, negli hanno '50 dichiarò: "Uso i partiti allo stesso. modo di come uso. i taxi, salgo, pago la corsa e scendo". La citazione si può trovare negli "aforismi" dedicati ad Enrico Mattei (http://aforismi.meglio.it/aforisma.htm ?id=50d0). Anche su "You Tube" (www.youtube.com/watch?v=ILCSVqNlscI) sin può ascoltare questa frase presa da un film sulla vita del presidente Mattei. E nessuno l'ha mai smentita.

La conclusione è triste. Si vuole affermate che il TA V sia l'investimento del futuro e che senza queste linee ferroviarie, non vi sia futuro per l'Italia. In effetti il TAV è così discusso e così costoso, tanto da far venire il pensiero che sia un "treno per ricchi" pagato dai "poveri". E' che non vi sarebbe stato bisogno di acquistare costosi brevetti francesi (TGV). L'Italia è sempre stata all'avanguardia nel campo ferroviario in generale e in quello dell' Alta Velocità in particolare.

Ecco alcune date storiche delle ferrovie che sembrerebbero dimenticate proprio dagli amministratori di Ferrovie dello Stato e di Trenitalia:

1939 - Il governo fascista promosse, per volontà del "duce", la costruzione dei primi elettrotreni rapidi per collegare Milano e Roma, ed abbreviare a sei ore un viaggio che richiedeva quasi due giorni. Su ordine di Mussolini il record di velocità ferroviaria venne polverizzato nel 1939 (75 anni fa n.d.r.): Milano - Firenze in l ora e 55 minuti, con picco di velocità a 202km/h. Importante notare che i binari erano quelli tutt' ora esistenti tra Milano e Roma. Non vi fu bisogno di creare linee speciali dedicate all'alta velocità.

1942 - Sono passati circa 70 anni dai primi studi sull'alta velocità ferroviaria effettuati dai giapponesi (che ripresero quelli italiani) in piena seconda guerra mondiale. 1964 - oltre 50 anni dall'inaugurazione della prima linea Alta Velocità Tokio Osaka (iniziata nel 1959 e inaugurato il primo ottobre 1964)

1976 - li Pendolino (invenzione tutta italiana) che permette l'Alta Velocità usufruendo delle linee tradizionali, senza dover costruire costosissimi impianti "ad hoc" come in Giappone o come in Francia. 1981- più di 30 anni dall'inaugurazione della prima linea TGV francese.

Se le Ferrovie dello Stato avessero adottato il Pendolino sin dagli anni '80 del secolo scorso si sarebbero potuti risparmiare i costi delle sconvolgenti linee TA Ve congiungere in tempi brevi le varie città italiane. Probabilmente risparmiando gran parte del deficit delle ferrovie, così come sottolineato dallo studio dell'Istituto Bruno Leoni di Torino.

In Europa soltanto la Francia e la Spagna hanno adottato le linee TGV. ossia il sistema che noi chiamiamo TAV. In Svizzera, Germania, Gran Bretagna si viaggia sul Pendolino, che è stato ceduto dalla FIAT (non se ne conoscono le ragioni) ai francesi. E' il treno più venduto al mondo con 440 convogli in 12 nazioni. Tra queste la Cina, la Russia, la Svizzera e gli Stati Uniti.

Mentre il TAV è nemico del turismo: non può effettuare brevi percorsi. Il tratto TAV Milano - Bologna ad esempio, salta città del valore urbanistico ed artistico come Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Bologna. Quello Firenze - Roma. ignora Arezzo, Siena, Orvieto. Da Torino a Milano, TA V non ha fermate intermedie. E chi ha frequentazione delle ferrovie locali sa

                                                                                                                                       benissimo in che condizioni si è costretti a viaggiare in Italia e che impressione ne trarrà il turista straniero. Cosa significa viaggiare sui treni secondari di Trenitalia è raccontato in un inchiesta dal titolo: "Essere pendolari, una scelta difficile". Narra le triste vicende a cui sono sottoposti quotidianamente circa tre milioni d'italiani che si recano al lavoro o allo studio:

http://www.federconsumatori.lombardia.it/LinkClick.aspx?fileticket=n WpxinfdFVQ%3D&tabid=54

Ricordo che secondo la Corte dei Conti (2008) le linee TA V già costruite rappresentano un debito per le generazioni future italiane sino almeno al 2060. Con le nuove costruzioni si supererà il secolo?

Finisco ricordandovi di nuovo Papa Benedetto XVI: " ... La politica deve essere un impegno per la giustizia e creare così le condizioni di fondo per la pace. Naturalmente un politico cercherà il successo che di per gli apre la possibilità dell'azione politica effettiva. Ma il successo è subordinato al criterio della giustizia, alla volontà di attuare il diritto e all'intelligenza del diritto. Il successo può essere anche una seduzione e così può aprire la strada alla contraffazione del diritto, alla distruzione della giustizia. "Togli il diritto - e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?" ha sentenziato una volta sant'Agostino."