Associazione CambiaRotta

" non ascoltate ciò che dicono, guardate ciò che fanno"

"....prevedere le conseguenze di quel che si fa e agire in modo di ottenere effetti positivi a lungo termine...."

Lettera al Direttore

Egr. direttore

Venerdì 24 giugno a Carpenedolo si è tenuto un importante convegno organizzato dall’Associazione Cambia Rotta sul tema “Impatto del trasporto aereo e delle strutture aeroportuali su ambiente e salute. Quale futuro per il nostro territorio”.

La relatrice d.ssa Antonella Litta, referente nazionale e coordinatrice per l’Associazione Italiani medici per l’ambiente (ISDE), studi alla mano ha dimostrato  come il trasporto aereo provochi gravissimi danni al clima, per i gas serra e le polveri generate dai combustibili utilizzati, ed alla popolazione.

Danni al clima che si evidenziano con cicloni sempre più violenti , alluvioni e desertificazione con ricadute drammatiche sull’intera umanità.

Non di meno sono gli effetti negativi sulla popolazione che vive in prossimità degli aeroporti , dimostrati da studi italiani ed internazionali: aumento delle malattie cardiovascolari, respiratorie e neoplastiche , nonché disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione nei bambini ed una netta riduzione della qualità della vita per compromissione del riposo notturno a causa delle operazioni aeroportuali svolte anche durante la notte. (A Carpenedolo dobbiamo subire voli postali che sorvolano di notte il centro del paese).

A questo incontro, a cui hanno partecipato cittadini di Carpenedolo e associazioni ambientaliste, hanno brillato per la loro assenza le istituzioni: dal comune di Carpenedolo (che ha anche negato il patrocinio!) al comune di Montichiari, dalla Provincia al comune di Brescia. Un’assenza che denota come i temi ambientali , quando si parla di aeroporto di Montichiari, passino in secondo piano.

Un vero peccato perché se le istituzioni sopracitate fossero state presenti anche solo ad ascoltare quali e quanti effetti negativi su clima e salute causano le strutture aeroportuali , avrebbero preso maggiore coscienza del problema ; e ,se  sviluppo dell’aeroporto di Montichiari deve essere, questo non potrà prescindere da un’attenta analisi dell’impatto ambientale.

L’associazione Cambia Rotta è convinta che l’aeroporto andrebbe chiuso e non sviluppato. Tra Torino e Trieste ci sono undici aeroporti e ben 5 nel raggio di 120 km. Non esiste al mondo una così elevata concentrazione di strutture aeroportuali e guarda caso la pianura Padana è la zona più inquinata d’Italia.

Eppure tutte le istituzioni locali e provinciali e l’AIB puntano sullo sviluppo dell’aeroporto per il “sistema Brescia”. Il Presidente dell’AIB parla dell’aeroporto come una sfida che sta per essere vinta grazie anche alla Newco che sta per vedere la luce e che vede partecipe per l’80% la società Catullo e per il 20% Abem. Si tratta del solito campanilismo che non porterà sviluppo ma solo inquinamento e renderà la vita invivibile a migliaia di persone.

Quindi come Cambia Rotta facciamo un appello a tutte le istituzioni perchè a fronte di un probabile e non auspicabile  sviluppo dell’aeroporto non si perdano di vista le pesantissime ricadute su clima e popolazione.

Occorre:

1)      Un nuovo studio di impatto ambientale ; l’ultimo è datato 1999 e prevedeva un massimo di 46 voli giornalieri tra decolli e atterraggi e non teneva conto dei voli postali notturni. Voli che iniziano alle 23,30 e terminano alle 3 di notte. 20 voli notturni (10 atterraggi e 10 decolli) che corrispondono a 200 voli equivalenti (un volo notturno è pari infatti a 10 voli giornalieri). Voli che interessano Carpenedolo in fase di atterraggio con sorvolo del centro del paese a circa 400-500 metri di altezza e principalmente Castenedolo e Montirone in fase di decollo.

2)      Occorre che si metta in atto un efficace sistema di monitoraggio dei rumori conforme ai requisiti stabiliti dai Decreti attuativi della legge 447/1995 e si istituisca rapidamente la commissione rumore aeroportuale ai sensi del D.M. del 30 ottobre 1997.

3)      Si utilizzino aeromobili di ultima generazione meno rumorosi e meno inquinanti.

4)      Si prenda finalmente in considerazione la proposta avanzata nel 2006 a firma dei Sindaci di Carpenedolo, Ghedi e Castenedolo ed elaborata dal Com.te Giuliano Mansutti(www.aerohabitat.org) di modifica delle rotte sia in fase di atterraggio che di decollo per ridurre a livelli accettabili l’impatto acustico . Per esempio per Carpenedolo è previsto uno spostamento delle rotte di 15 gradi , in modo da spostare il sorvolo dal centro del paese e dalle scuole verso il fiume Chiese.

Il territorio dell’area vasta di Montichiari ha già dato in termini di impatto cumulativo determinato da strutture e attività fortemente inquinanti . Illuminante l’intervento sempre nel convegno del 24 giugno degli ingegneri Giovanni Caldana e  Cinzia Vischioni dello studio  Magro: “ lo sviluppo dell’aeroporto di Montichiari si inserisce in un contesto di forti criticità ambientali “ . La nuova via non potrà certo ignorare in quale contesto si svilupperà l’aeroporto , come  non potrà ignorare i sedici milioni di metri cubi di rifiuti stoccati nel territorio di Montichiari , tanto da definire purtroppo Montichiari  “la pattumiera d’Italia”.

Prima dell’incremento “ipotizzato” del PIL  bresciano viene la salute dei cittadini.

 

Roberto Messedaglia

Consigliere Cambia Rotta di Carpenedolo