Associazione CambiaRotta

" non ascoltate ciò che dicono, guardate ciò che fanno"

"....prevedere le conseguenze di quel che si fa e agire in modo di ottenere effetti positivi a lungo termine...."

Lettera a "IL MEGAFONO"

AEROPORTO D’ANNUNZIO  : “NO GRAZIE”

La pianura padana vista dal satellite fa impressione. E’ un’unica nuvola di smog dal Piemonte al Friuli  ed è ormai considerata una delle aree più inquinate d’Europa e la provincia di Brescia tra le più inquinate d’Italia.

L’assessore all’Ambiente della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, nell’incontro tenuto a Montichiari al Centro Fiera il 18 ottobre 2018 ha dipinto a tinte fosche la situazione ambientale di Montichiari.

Dal 1987 al 2011 in discariche autorizzate sono stati depositati 12 milioni di metri cubi di rifiuti. Ad oggi ci sono 10 discariche di cui 7 attualmente ferme e 3 attive (Valseco, Ecoeternit e Gedit).

Montichiari è stata definita la “pattumiera d’Italia” , avendo l’area comunale raggiunto i 161.000 mc. di rifiuti per chilometro quadrato, superando l’ indice di pressione stabilito dalla Regione con DGR 2/10/2017 n.7144 come massimo in 145.000 metri cubi per chilometro quadrato .

La recente epidemia di polmonite batterica che ha colpito i paesi della bassa e che non ha eguali al mondo per numero di contagiati rispetto al numero di abitanti (in primis Carpenedolo) è purtroppo il frutto a mio avviso di uno sviluppo economico degli ultimi decenni che ha portato sì benessere , occupazione e ricchezza, ma come rovescio della medaglia un aumento di tumori e di epidemie come quella sopracitata.

Il fiume Chiese sembra essere purtroppo una delle fonti di origine dell’epidemia. Su 12 campionamenti realizzati, sette sono stati trovati positivi alla legionella. Ebbene, ora una delle soluzioni previste dall’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) per risolvere il problema della depurazione dei Comuni gardesani  è quella di localizzare lungo l’asta del Chiese due depuratori . Un maxi depuratore a Montichiari per i Comuni di Manerba, Moniga, Padenghe e Lonato, e uno a Gavardo per l’alto Garda, con i conseguenti scarichi nel fiume Chiese.

Ora ci manca solo che il torrente Garza con il suo carico di inquinanti venga immesso nel Chiese con il rischio che il fiume diventi una cloaca a cielo aperto.

In questo contesto di forte criticità ambientale è impensabile  far diventare l’aeroporto di Montichiari un hub per i cargo. Come hub c’è già Malpensa dove stato e regione hanno fatto forti investimenti con nuovo terminal e nuovi collegamenti ferroviari e stradali. L’aeroporto di Malpensa è l’unico vero hub del nord Italia per cargo e passeggeri ed attualmente è ancora sottoutilizzato.

 La società Catullo, titolare della licenza quarantennale per l’aeroporto D’Annunzio, ha presentato un piano di sviluppo approvato da ENAC (Ente nazionale Aviazione civile) che prevede investimenti per 30 milioni di euro tra cui l’allungamento della pista dagli attuali 2900 a 3500 metri complessivi, di cui 375 in direzione di Castenedolo e 240 in direzione di Montichiari.

L’intervento sarà soggetto ad una nuova procedura di V.I.A. (valutazione d’impatto ambientale).

Ma una pista di 3500 metri lineari a cosa servirà? Nei progetti della Catullo per far atterrare i giganti del cielo (B747-8) e magari attirare il traffico aereo cargo da Linate e Bergamo che hanno piste attorno ai 2500 metri lineari.

Questi giganti del cielo potranno arrivare a pieno carico e con un pieno di kerosene ripartire senza soste intermedie verso nuove destinazioni, soprattutto l’Oriente.

Vi è il pericolo reale che, per risparmiare carburante ,non solo atterreranno come sempre sorvolando Carpenedolo ,ma probabilmente decolleranno pure su Carpenedolo evitando di virare con risparmio quindi di carburante.

E’ ormai dimostrato che il trasporto aereo provoca gravissimi danni al clima per i gas serra e le polveri generate dai combustibili utilizzati.  Danni al clima che si evidenziano con tifoni sempre più violenti, alluvioni e desertificazione, con ricadute drammatiche sull’intera umanità.

Non di meno sono gli effetti negativi sulla popolazione che vive in prossimità degli aeroporti dimostrati da studi internazionali ed italiani, con aumento delle malattie cardio-vascolari, respiratorie e neoplastiche.

Vorrei ricordare che la tutela della salute è garantita dall’articolo 32 della Costituzione.

Tutte le forze politiche vecchie e nuove quando si parla del D’Annunzio si augurano uno sviluppo dell’aeroporto “strategico per il territorio bresciano”.

Nessuno però si pone il problema della ricaduta sulla qualità della vita delle popolazioni che vivono nei pressi dell’aeroporto e sono stimate in circa 100 mila abitanti interessati alle fasi di atterraggio e decollo.

Ma a cosa serve l’aeroporto d’Annunzio? Vi sono 11 aeroporti  da Torino a Trieste e 5 nel raggio di 120 chilometri. Non esiste al mondo una così elevata concentrazione di strutture aeroportuali.

Sono veramente curioso di vedere come potranno con la nuova valutazione di impatto ambientale, resa obbligatorio dall’ampliamento della pista, conciliare lo sviluppo dell’aeroporto con il rispetto dell’ambiente circostante.

Vorrei ricordare inoltre che è stato introdotto recentemente anche in Italia l’istituto della VIS (Valutazione Impatto sulla Salute). Questa innovativa procedura a tutela della salute non potrà non essere presentata assieme alla procedura di V.I.A.

Mi auguro che le forze politiche, le associazioni di categoria e ambientaliste, i cittadini e gli enti locali (in primis l’amministrazione comunale di Carpenedolo), valutino attentamente questi importanti strumenti di mitigazione ambientale (VIA e VIS) e facciano le loro opportune  osservazioni.

A mio avviso è giunto il momento di rivedere il nostro modello di sviluppo . Nessun paese può definirsi civile se non riesce a conciliare lavoro e ricchezza con la tutela dell’ambiente e la qualità della vita dei cittadini. Roberto Messedaglia Consigliere Cambia Rotta