Associazione CambiaRotta

" non ascoltate ciò che dicono, guardate ciò che fanno"

"....prevedere le conseguenze di quel che si fa e agire in modo di ottenere effetti positivi a lungo termine...."


Osservazioni sulla Bozza di documento sul PTRA di Montichiari

A seguito della e-mail giunta l’11 marzo 2011 da parte di Maurizio Federici, Dirigente di Struttura per il territorio della Regione Lombardia, l’Associazione Cambia Rotta di Carpenedolo (BS), in collaborazione con Lega Ambiente di Montichiari, invia il presente documento come osservazioni alla bozza del PTRA di Montichiari avviata con dgr n°3090del 1/8/2006.


Premessa

1-Si prende atto che il terzo scenario proposto nella precedente bozza è stato cassato anche alla luce della volontà del Ministero della Difesa di considerare strategico l’aeroporto militare di Ghedi.


2- si rileva che la proposta di Cambia Rotta e del Comune di Carpenedolo di spostare di alcuni gradi l’avvicinamento alla pista di Montichiari non è stato ancora preso in considerazione dagli estensori della bozza. Si ricorda che piloti di aviazione da noi consultati hanno dichiarato tecnicamente fattibile un avvicinamento diverso alla pista 32. In particolare si può attivare una procedura con angolo di impatto di 15° al Final Approach Fix (FAF) per il sentiero finale ILS/VOR 316° . Una relazione tecnica è stata inviata agli uffici ENAC di Roma oltre che alla Direzione aeroportuale di Montichiari senza alcun riscontro (!). In tal modo si realizzerebbe quella attenzione alla salvaguardia della salute dei 12.500 cittadini di Carpenedolo, sorvolati a 200/300 metri dagli aeromobili in fase di atterraggio.

3-Oggetto del piano sono solo i 4 Comuni di sedime aeroportuale (Montichiari, Ghedi, Castenedolo e Montirone) e non viene preso in considerazione Carpenedolo che subisce tra i Comuni confinanti il maggiore impatto per il sorvolo a bassa quota.

4- E’ necessario considerare che il PTRA in oggetto va a interferire con altri strumenti di pianificazione tra cui i piani paesistici regionali e locali, il piano territoriale di coordinamento della provincia, piani e programmi in tema di viabilità nazionale e provinciale, piani e programmi in tema di mobilità viaria, il piano cave e il piano rifiuti. Dunque tutti questi livelli di pianificazione devono essere messi in relazione tra di loro e coordinati al fine di non creare situazioni di scoordinamento e incompatibilità che inevitabilmente creerebbero squilibri sul territorio e l’ambiente.
Ne consegue che non devono essere presi in considerazione soltanto i confini del piano ma anche devono essere considerati anche tutti i territori limitrofi e circostanti.

Osservazioni al PTRA

1-Al punto 1.2 di pag.7 non è corretto scrivere:” esiste un sistema insediativo residenziale, caratterizzato da deboli connotati urbani, sviluppatosi per episodi spontanei lungo la direttrice di Via S.Bernardino etc”. In questa area sita in prossimità della pista vivono migliaia di cittadini sorvolati a circa 50 metri di altezza che perderanno la minima capacità di sopravvivere all’impatto del rumore e dell’inquinamento . Inaccettabile pertanto quanto scritto nel documento.

2- A pag.10 è scritto: “Gli effetti dello sviluppo aeroportuale e delle infrastrutture ad esso connesse coinvolgono un territorio più vasto. Di seguito vengono elencati i comuni dell’ambito spaziale allargato: Comune di Bagnolo Mella, Borgosatollo, Brescia,Calcinato, Calvisano, Carpendolo, Castiglione delle Stiviere, Gottolengo, Isorella, Leno, Lonato del Garda, Mazzano, Poncarale, Rezzato, San Zeno” e ancora Pag. 47 7.4.4 “Sistemi insediativi residenziali. Descrizione. Centri urbani principali e agglomerati di modesta dimensione, prevalentemente costituiti da sistemi insediativi residenziali, con sporadica incidenza di sistemi insediativi diversi e di modesta entità caratterizzati dalla presenza di attività economiche.”
Il PTRA conferma implicitamente e in modo contradditorio quanto affermato prima, e cioè un ampio coinvolgimento di questa parte della Lombardia e un gran numero (centinaia di migliaia di cittadini), almeno potenzialmente, e non sporadici insediamenti di modesta entità.

3-Al punto 2.2 di pag.13 è indispensabile definire meglio e nei dettagli cosa si dovrà fare per garantire la QoL (Quality of Life) dei cittadini.
In particolare bisogna definire con quali modalità si vuole ridurre il rumore, ridurre l’inquinamento atmosferico già critico nella provincia di Brescia per le PM10 spesso oltre i limiti di legge, come ridurre l’inquinamento dell’on side della pista e, soprattutto, come contenere l’aumentato traffico su gomma di tutta l’area come effetto secondario dell’attività cargo.
Per evitare affermazioni pleonastiche è necessario inoltre definire meglio e nei dettagli cosa si intende per “crescita sostenibile” rispetto alla struttura in oggetto.

5-Al punto 2.3 a pag.15 l’ultimo capoverso fa affermazioni non veritiere dove si afferma “l’area è priva di addensamenti urbani e insediativi nelle vicinanze” Si ricorda che tutta l’area aeroportuale è circondata da Paesi lì insediati da millenni e che hanno avuto una vertiginoso aumento di popolazione grazie alla immigrazione di migliaia di cittadini. La somma algebrica della popolazione di Montichiari, Castenedolo, Ghedi, Montirone, Carpenedolo, Calvisano, Castigliane, Bedizzole, Rezzato, Borgosatollo è di circa 100.000 persone.

6- Pag. 15-16 2.4 “ricostruzione; ovvero incremento attivo del patrimonio di naturalità e di biodiversità esistente, attraverso nuovi interventi di rinaturazione polivalente in grado di aumentarne le capacità di servizio per uno sviluppo sostenibile. Potranno essere rafforzati i punti di debolezza dell’ecosistema attuale in modo da offrire maggiori prospettive per un suo riequilibrio. Per quanto attiene al territorio del PTRA, la Rete ecologica (settore 153 ) individua un elemento di secondo livello “ fascia agricola situata nei comuni di Montichiari e Calvisano” con lo scopo di mantenere gli elementi presenti di naturalità e di costituire un varco da deframmentare lungo la strada provinciale (SP668)” Quanto scritto è un proclama, in cui gli interventi di rinaturalizzazione, percepiti generalmente come non produttivi, saranno rimandati a un futuro non ben definito, mentre le infrastrutture e la cementificazione sono sicure e programmate.

7- Pag 16 2.6 IL PIANO CAVE
“All’interno del perimetro del PTRA sono storicamente localizzate diverse attività estrattive di cava che sfruttano la natura geologica del sottosuolo interessato per ricavarne materiali inerti per il settore dell’edilizia (nello specifico sabbia e ghiaia)” e ancora a Pag 34 Azione c3 “cogenza diretta delle prescrizioni finalizzate al recupero ambientale e alla compensazione ambientale delle attività regolate dal Piano Cave”. Il piano prende atto di uno dei massimi problemi di degrado del territorio e fattore di abbassamento della qualità della vita senza alcun cenno specifico su prescrizioni finalizzate al recupero ambientale e alla compensazione ambientale.

Pag. 18 2.8 “E' individuata una zona produttiva speciale denominata “Cava Verde”, che prevede il completamento delle attività di escavazione e la formazione di una discarica.
Risulta effettuato l’avvio del procedimento per la redazione del PGT, tuttavia non risulta ad oggi disponibile un documento preliminare contenente gli obiettivi strategici generali” A prescindere dal raddoppio della discarica “Cava Verde 2” sono presenti sul territorio di Montichiari un numero elevatissimo di siti , quali SEAC SNC 1 Mc 75.124 Via Ponchioni, cessata, inerti. SISIVA SRL Mc 2.200 Via Dugali, inerti, cessata. VEZZOLA SRL Mc 76.600 Chiarini - Vighizzolo Inerti, cessata. SEAC SRL 2 Mc 99.630 Via Albarotto, inerti, cessata. MONTI.RI.AM SRL 1 Mc 439.200 Fascia D’Oro, rifiuti speciali pericolosi e tossico nocivi, cessata. MONTI.RI.AM SRL 2 Mc 187.000 Fascia D’Oro, rifiuti speciali pericolosi e tossico nocivi, cessata. PULIMETAL SPA Mc 2.216.057 Vighizzolo, rifiuti speciali pericolosi e tossico nocivi, cessata. ASM BS SPA “CAVA VERDE” (in attività; scadenza 2/2011), Mc 3.530.000 Località Rò, rifiuti speciali non pericolosi e urbani. SYSTEMA AMBIENTE SRL “VALSECO 1” in attività; (scadenza 2/2011), Mc 1.805.919, Località Casalunga di Vighizzolo, rifiuti pericolosi. SYSTEMA AMBIENTE SRL “VALSECO 2”(autorizzata,)Mc 950.590, Località Casalunga di Vighizzolo, rifiuti pericolosi. Per un totale non invidiabile di Mc 12.173.320.
Nuovi impianti autorizzati:
ECOETERNIT SRL Mc 960.000 Località Levate – Vighizzolo Discarica Rifiuti non pericolosi (con amianto)
GEDIT SPA Mc 960.000 Località Levate - Vighizzolo Discarica Rifiuti pericolosi, BERNARDELLI INERTI SRL Mc 871.000 Località Levate –Vighizzolo Discarica Rifiuti non pericolosi.
Discariche in attesa di autorizzazione: (sospese causa piano d'area aeroporto): ASM BRESCIA SPA Mc 1.990.000 Località Rò Discarica Rifiuti non pericolosi-urbani. APRICA BRESCIA SPA Ton/a 250.000, Località Rò, impianto recupero ceneri pesanti da termoutilizzatore di rifiuti.
ASPIRECO, Ton/a 200.000, impianto di trattamento termico di rifiuti contenenti amianto, Località Casalunga di Vighizzolo, autorizzazione sospesa.
(Fonti: Sez. V.I.A. – Provincia BS Nuovo piano provinciale gestione rifiuti (Modulo 1 – gennaio 2007); Regione Lombardia. Elaborazione: Circolo Legambiente di Montichiari). E ancora, Pag. 28 5.1 “la presenza di episodi di degrado ambientale, principalmente derivanti dall’attività di escavazione, di deposito di materiali, di discariche.” E ancora pag. 29 5.2 “Si tratta, in buona parte, di insediamenti di modesta qualità ambientale, e di aree oggetto di escavazione, deposito di materiali, discariche di rifiuti” e ancora, Pag. 47 7.4.3 “Aree per attività estrattive Descrizione. Parti di territorio di modesta entità interessati da attività estrattive, attive o cessate, espressamente identificate dal Piano Cave, con la presenza dei siti adibiti a discarica”. Ci si chiede se gli estensori del PTRA conoscano effettivamente il disastro ambientale della zona dimostrato dalle innumerevoli cave e discariche sopra elencate. L’elenco sopra riguarda solo il territorio comunale monteclarense e non si nominano le decine di milioni di metri cubi di ghiaia già scavati anche in altri Comuni dell’area.

8- Al punto 2.7 scrivendo del piano cave ci si dimentica di affermare il rischio di bird strike per la presenza di migliaia di gabbiani ed altri volatili aumentati proprio grazie alle discariche e ai laghetti nati dopo escavazioni fuori di misura permessi dalla stessa Regione Lombardia anche dopo l’attivazione nel 1999 dell’aeroporto D’Annunzio.

9. al punto 3.1 si afferma la necessità di allungare la pista di 700 metri (vd pag. 26) ma non si definisce in quale direzione si intende prolungarla.

10. a pag 24 si espongono i vari scenari futuri ma tutto deve essere subordinato ad una nuova procedura di VIA di cui non si scrive. La VIA del 1999, a firma del Ministro Ronchi, autorizzava la struttura ad un massimo di 64 movimenti /giorno e, quindi, con dei limiti ben precisi superati i quali la nostra associazione farà altre denunce al Procuratore della Repubblica di Brescia dopo quella già inviata in data 2/8/2010 prot. N°1449 sulla presenza dei voli notturni per l’attività dell’hub postale della Poste Italiane SpA.

11. A pag 29 il primo capoverso del punto 5.2 si ipotizza una new town che noi contestiamo nella misura in cui le varie imprese edili di tutta l’area in questi anni hanno già fatto innumerevoli interventi di edilizia abitativa occupando aree per costruire condomini e appartamenti in misura spropositata tanto da essere attualmente sfitte o invendute. Pertanto non ci pare che vi siano evidenti necessità per nuove espansioni residenziali per pensare ad una new town pur sapendo che, nei vari studi internazionali, queste sono previste nell’hinterland di ogni aeroporto.

12. A pag 38 tra gli obiettivi di governo territoriale si escludono insediamenti che possano risultare conflittuali con la prevenzione. A questo punto ci dovete spiegare le motivazioni per cui la Regione, anche dopo la nascita dell’aeroporto (1999), abbia continuato a dare i permessi per nuove cave e discariche pur sapendo che andavano a confliggere con l’aeroporto. Sembrano scelte politiche schizofreniche del Legislatore lombardo. Dalle Tavole annesse alla bozza si evince l’utilizzo di altre aree attorno al sedime aeroportuale destinate ad altre costruzioni e servizi coma la TAV, la Bre-Be-Mi, attualmente in fase di costruzione, la linea della metropolitana leggera da Brescia al polo fieristico di Montichiari con i servizi collaterali cementificando ulteriormente l’area. Tutto ciò verrà a snaturare per sempre l’aspetto geografico della zona e del relativo reticolo idrogeologico. E’ indispensabile pertanto la redazione di una nuova valutazione di impatto ambientale VIA che prenda in considerazione i contenuti del PTRA e dei PGT dei Comuni di sedime e confinanti.

13-A pag. 34 Azione c4 “L’azione è volta all’individuazione dei siti aventi maggiore sensibilità o problematicità paesaggistica, onde orientare gli interventi di mitigazione e compensazione derivanti da nuovi processi insediativi in rapporto con la rete ecologica regionale” e ancora a pag. 34 5.4.1 “vengano definite modalità per l’esercizio di attività transitorie sui territori oggetto di salvaguardia, allo scopo di renderle coerenti con l’azione di salvaguardia del PTRA e con le azioni settoriali del Piano Cave e del Piano Rifiuti”. Uno strumento di pianificazione territoriale serio non dovrebbe limitarsi a roboanti enunciazioni di principio ma entrare di più nel merito ed individuare quindi i siti aventi “maggiore sensibilità e problematiche paesaggistiche e relative azioni di mitigazione e compensazione”.

14- A pag. 39 6.2.3 “minimizzare il consumo di suolo escludendo dinamiche insediative che determinino dispersione edilizia”. Come è possibile fare questa affermazione allorquando il consumo di suolo fino a ora si è limitato solo al divieto di edilizia residenziale nei dintorni del sedime aeroportuale e si permette invece uno spropositato sviluppo edilizio su tutta l’area limitrofa con l’approvazione di centri commerciali e poli logistici tra cui il polo di Miro Radici finance con 200.000 mq di nuovi capannoni in direzione Viadana di Calvisano ?

15. A pag 51 punto 8.5 non è specificato il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria e mancano anche le definizioni di chi, quando e come verranno eseguiti i controlli ex ante e ex post di tutti i parametri elencati. Come si scriveva precedentemente l’aria di Brescia e hinterland ha una concentrazioni di polveri sottili e di PM10 spesso superiore ai limiti di legge. Come conciliare questa situazione critica con le nuove tonnellate di idrocarburi che entreranno nell’area grazie agli aeromobili? Necessita uno studio ulteriore di fattibilità anche in relazione all’aumento significativo tra la popolazione bresciana di tumori al fegato e leucemie e linfomi. Da qui la necessità di coinvolgere in una valutazione più articolata dei rischi anche la ASL di Brescia e l’ARPA di Milano.
Conclusioni
Alla luce di tutto quanto sopra osservato, la scrivente associazione formula le seguenti ulteriori proposte:

A) Attuare una vera mitigazione ambientale, soprattutto in relazione all’attenuazione dell’impatto acustico dei centri abitati interessati dal traffico aereo oltre l’inquinamento atmosferico e viabilistico.

B) Gradualità nella previsione dello sviluppo aeroportuale, in maniera che le strutture dell’aeroporto vengano realizzate in modo sempre proporzionale al traffico aereo che lo interessa, per non creare delle strutture di dimensioni eccessive rispetto alle necessità di un traffico aereo che per il momento si manifesta in termini abbastanza ridotti.

C) Prevedere la possibilità di modifica delle rotte di atterraggio e decollo a salvaguardia dei centri abitati circostanti come già segnalato agli organi competenti con particolare attenzione ai voli notturni per le attività dei postali.

D) Conflittualità e incompatibilità tra la struttura aeroportuale e la previsione di nuovi ambiti estrattivi e di altre discariche e impianti di smaltimento rifiuti di diversa tecnologia.

E) Parere negativo rispetto alla cementificazione del reticolo idrico e alla modificazione sostanziale dello stesso.
In altri termini bisogna pensare ad uno sviluppo progressivo e proporzionato del piano d’area in riferimento alle effettive necessità dell’aeroporto di Montichiari in una logica di programmazione nazionale e non di tipo localistico.

In definitiva il PTRA, a nostro avviso, non da alcuna indicazione innovativa o di indirizzo per l’area ma si limita a prendere in considerazione l’esistente e il programmato, auspicando una irrealizzabile compatibilità ambientale.
In base a tutte queste problematiche si chiede di rivedere profondamente l’impostazione del PTRA e, più in generale, della programmazione territoriale della zona intorno all’aeroporto, per compiere un vero risanamento ambientale ed evitare ulteriori attività economiche troppo impattanti.
In conclusione, viste le contraddizioni contenute nel PTRA e il forte debito economico di una gestione fallimentare dell’attuale Aeroporto con un debito prodotto di oltre 45 milioni di euro, si propone, in modo volutamente provocatorio, di cambiare radicalmente l’utilizzo della attuale pista trasformandola in una interessante piattaforma per la produzione di energia da fonti rinnovabili che darebbe un introito economico ed un reale servizio alla popolazione dell’area compensando, in tal modo, il grave degrado dell’area.
Si rimane in attesa di risposte precise alle nostre osservazioni.


Il Consiglio Direttivo di Cambia Rotta
Dr Sergio Perini (Presidente)
Geom.Schena Giovan Battista (Vice-Presidente)
Capra Giovanni (Tesoriere)
Dssa Gerevini Sara (Segretaria)
Chesini Luigi
Ins.Schena Liliana
Dr Messedaglia Roberto