Associazione CambiaRotta

" non ascoltate ciò che dicono, guardate ciò che fanno"

"....prevedere le conseguenze di quel che si fa e agire in modo di ottenere effetti positivi a lungo termine...."

 

Aeroporto di Montichiari, metafora della politica Bresciana

Cambia Rotta segue con attenzione particolare dall’anno 2000, cioè da 12 anni, l’evolversi o il devolversi di questa struttura complessa.

Alla luce di tutta la vicenda, di come è nata l’idea, di come è stata gestita , del suo pseudo sviluppo, possiamo farne una chiara metafora delle vicende politiche di Brescia e, per analogia, della nostra povera Italia di questi vent’anni. L’aeroporto di Montichiari è stato  desiderato, nella logica di un assurdo  campanilismo, dal compassato Senatore  Pedini di Montichiari, e realizzato, successivamente, dalla Società Catullo di Verona in accordo con le cosiddette Forze politico-economiche di Brescia con in testa la Camera di Commercio e la Provincia di Brescia. E’ stato  inaugurato nel 1999 da parte dell’allora Premier D’Alema con la partecipazione corale e sorridente di tutti gli uomini della Politica e della Economia bresciana tra cui molti concittadini  e Sindaci dei Comuni limitrofi.

Rammento l’enorme  costo economico  per il mantenimento di questa struttura  con 63 dipendenti (vigili del fuoco, organi di polizia doganale, impiegate ai servizi, operai sulla pista) oltre alle indennità del Consiglio di Amministrazione  e del suo Presidente, interventi edili, strumentazione elettronica, pubblicità, cooperativa per lo smistamento della Posta, etc.) di circa 4-5 milioni di euro all’anno  a fronte della pressoché unica entrata delle Poste SpA di 2 milioni di euro/anno dal 2008  per il servizio notturno come Hub postale d’Italia.  In particolare  quale il  bilancio migliore? Quello del 2002, quando ha operato per soli sei mesi: meno 2 milioni 504 mila e 52 euro. Il record nel 2009: meno 5 milioni 813 mila 555 euro e una ricapitalizzazione per perdite da 15 milioni 500 mila euro. Leggermente meglio nel 2010, ma solo grazie alla cancellazione di tutti i voli passeggeri: meno 4 milioni 574 mila 126 euro.

Si ricorda inoltre che nel Nord Italia  ci sono ben dodici  scali civili alcuni dei quali vantano una dimensione nazionale ed internazionale: Caselle di Torino, Malpensa (VA), Linate (MI), Orio al Serio (BG), Montichiari (BS), Verona, Treviso e Tessera Marco Polo di Venezia, Bolzano, Aosta, Parma e Genova .

Il  Ministro Passera ha tra l’altro ribadito che «gli aeroporti in Italia sono troppi». Sembra ovvio pensare che strutture di tali dimensioni debbano essere programmate a livello Nazionale e non certo dalle Regioni o dalle Province o dai Comuni.

Alla luce della attuale crisi economica dove i “soldi facili” sono ormai finiti, come è possibile apportare  altri capitali pubblici in una Azienda senza fondo come l’Aeroporto di Montichiari?  Cosa hanno da dire  i  Partiti  Politici?  E’da pensare che essendo stati quasi  tutti conniventi con questa assurda operazione siano costretti al Silenzio.

La vicenda dell’aeroporto di Montichiari sembra una ulteriore e chiara metafora della irresponsabilità della Politica nel fare scelte strategiche ed economicamente sbagliate   e non  nell’interesse del Paese ma  solo nell’interesse di pochi e di alcune  lobby economico-finanziarie.


Dr Sergio Perini
Presidente di Cambia Rotta